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La cultura materiale tramandataci dalle generazioni che ci hanno
preceduto rappresenta una componente sempre presente nella realtà
quotidiana, nei momenti della vita consueta e in quelli di festa e di
aggregazione. Di più, oggi la tradizione può rappresentare un tratto di
riconoscimento e di rilancio del nostro territorio. Certo, alcuni dei
nostri prodotti tipici (magari con qualche variante) sono coltivati
anche altrove. Si tratta di un fatto normale, poiché in tutto il mondo
le economie dei territori montani presentano analogie. Se alcune
forzature - motivate spesso dal desiderio di apparire originali a tutti
i costi - sono dunque da evitare, è opportuno e utile riconoscere gli
aspetti di qualità che possono dare al territorio la vera spinta che
viene dalla tradizione reale. Settimo Vittone ha un territorio assai
ricco dal punto di vista dell’agricoltura, dell’allevamento e delle
tradizioni gastronomiche ed eccezionale dal punto di vista
paesaggistico. Il grandissimo lavoro dell’uomo sul territorio consente
colture tradizionali e caratteristiche, anche montane. La scelta di
dedicare risorse al rilancio dei settori agricolo, enogastronomico e
turistico è dovuta alla constatazione che il momento storico ne richiede
un deciso recupero, per conseguire il quale è indispensabile
ripercorrere le tracce che i nostri padri hanno definito con estrema
cura nel corso dei secoli. Mantenere abitato il territorio, anche
promuovendone aspetti dell’economia tradizionale, è la miglior garanzia
della tutela dello stesso e ne determina un uso polivalente, di
salvaguardia contro i rischi idrogeologici ma anche di miglioramento
dell’aspetto paesaggistico e della coltivazione di prodotti adatti alla
sua conformazione morfologica. I vantaggi di quest’impostazione sono
evidenti, specialmente per quanto attiene al recupero di reddito da
parte dei residenti, poiché in questo contesto si possono collocare
colture pregiate, confezionare richiami turistici accattivanti,
promuovere progetti produttivi che colleghino le varie attività in un
quadro d’insieme spendibile e concorrenziale. Il territorio di Settimo
conserva un’invidiabile integrità ed è abitato tutto l’anno sino a quote
elevate. Offre panorami apprezzati fin dai tempi antichi, e ancor oggi
sono numerose le tracce di un passato artistico e turistico prestigioso,
che chiede solo d’essere rivitalizzato e opportunamente arricchito dai
frutti di un’agricoltura di qualità, per la quale l’espressione ‘a
misura d’uomo’ non è un semplice modo di dire. Ecco allora, prodotto per
prodotto, il paniere di cui è ben legittimo andar fieri.
I prodotti tipici settimesi
Castagne :
Non marroni, adatte
alla produzione di derivati o a essere seccate; sono state studiate
almeno otto cultivar. Ci sono circa 2000 piante produttive, di cui 300
già potate.
Vino :
Il vino di Cesnola e di
Torredaniene, sono coltivati in un anfiteatro naturale incantevole; sono
nebbioli asciutti, di un colore rosso rubino.
Formaggi :
La toma, il salignun, i
tomini, sono prodotti di notevole pregio per la fedeltà alle
tradizioni. È in corso uno studio della Comunità Montana per la
valorizzazione della toma derivante dal latte della razza Pezzata Rossa.
La gastronomia tipica
Salame di patata :
Confezionato con
criteri diversi dai territori vicini; infatti, a differenza del
boudin
valdostano e di quello eporediese,
non si consuma fresco.
Zuppa d’ajoche:
Piatto eccelso della tradizione,
ottenuto con un’erba (la
phiteuma alleri)
molto diffusa in alpeggio.
Miasse:
Prodotto versatile, accompagna il pasto come il pane ma può assumere -
con le zuppe d’ajoche o di cavolo e con il salignon - il ruolo di
posata. Composto solo da farina di mais e acqua.
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