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informazioni su Pieve e Battistero di San Lorenzo
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La Pieve di San Lorenzo
è uno dei complessi architettonici romanici più importanti del Piemonte.
Il Battistero ottagonale è suddiviso in otto nicchioni, con un’abside
quadrata e un campaniletto aggiunto in epoca più tarda (XIII sec.); la
Chiesa ad aula unica, con una pianta a croce latina e tre cappelle
rettangolari, contiene pregevoli cicli di affreschi (X-XIV sec.) e,
secondo la tradizione, conserverebbe le spoglie della bella Ansgarda,
moglie ripudiata del re di Francia Ludovico il Balbo, morta nell’889
d.C.
Il complesso è uno dei più importanti esempi di
architettura «preromanica» in Piemonte, inteso nel senso più largo
possibile, cioè, di una fabbrica ancora lontana da quelle innovazioni
che daranno vita all’architettura romanica alla fine del X secolo.
Datato alla piena età carolingia, intorno alla seconda metà del IX
secolo, rappresenta quindi una testimonianza singolare e isolata, che
getta luce sulle premesse costruttive alla stagione romanica.
Nel 1232 la pieve risulta «sita
in castro Septimi», ma successivamente, con ogni probabilità,
secondo una tendenza in atto nello sviluppo delle strutture difensive
nel basso medioevo, viene esclusa dalla cinta, che subisce una
contrazione del perimetro. La pievania di Settimo è una delle più
antiche della diocesi d’Ivrea e la chiesa funzionava inizialmente come
cappella dei signori del luogo. Ben presto, però, viene ceduta come
chiesa parrocchiale e i signori se ne riservano lo jus patronatus,
il diritto, cioè, di eleggere il pievano di loro gradimento, condizione
che dura fino al 1932. Dal
Liber Decimarum,
apprendiamo che la pieve di San Lorenzo era matrice di tutte le chiese
della valle e ne aveva ben nove comprese entro il suo territorio.
Accanto alla pieve, secondo la visita pastorale dell’8 settembre 1648 di
Monsignor Ottavio Asinai, vescovo d’Ivrea, sembra ci fosse la casa
parrocchiale anche se le indicazioni fornite non chiariscono esattamente
dove questa sorgesse. Lo stretto
rapporto tra pieve e castello che si può osservare a Settimo, se non
unico, è certamente raro tra le pievi della diocesi d’Ivrea. Nell’area
canavesana, infatti, poche sono e cappelle castrensi, collegate, cioè
direttamente ad una struttura fortificata. In particolare si distinguono
le cappelle del castello di Salto, presso Cuorgnè e quella di Sparone.
Conservate in peggiori condizioni, ci sono poi la cappella del castello
di Pavone e alcuni ruderi delle murature perimetrali di una cappella
presso il castello di Caluso.
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